Circolo Albese del Partito Democratico
Più di centoventi persone, sabato scorso alle cinque del pomeriggio, nella sala Beppe Fenoglio di Alba, hanno partecipato al Convegno “Quanto costa ai cittadini la corruzione”, moderato dall’ l’avv. Marta Giovannini, portavoce del circolo PD albese che ha organizzato l’incontro.
L’argomento è stato affrontato sotto diversi aspetti. Il prof. avv. Ugo Petronio ha evidenziato che in Italia sono sempre esistiti fenomeni di corruzione, tuttavia nell’ottocento e nel novecento il comune sentire ha respinto la corruzione, evitando che lo Stato stesso si potesse dire corrotto. Ma in tempi più recenti la corruzione è diventata fenomeno di massa e adesso affonda le radici nell’incertezza delle regole, nel monopolio paludoso del potere di un ceto politico ingessato, nella ricerca sfrenata del successo, nel consumismo e nel qualunquismo: da qui il passaggio da episodi di corruzione a corruzione strutturale.
Ha invece spiegato cos’è e quali funzioni svolge la Corte dei Conti, il Procuratore Generale emerito, Furio Pasqualucci, sottolineando l’importanza di quest’organo poco conosciuto ed invece così importante non solo nella sua funzione di controllo dei conti pubblici, ma anche nell’attività di recupero del denaro pubblico che sia sperperato o peggio sia oggetto di corruttela.
Certo, la Corte soffre oggi, come altri settori della Giustizia, di carenza di strumenti, uomini e mezzi, mentre il costo della corruzione è stimato in € 50/60 miliardi di euro l’anno.
Il problema delle intercettazioni telefoniche e ambientali è stato trattato diffusamente dal notissimo avvocato penalista Gian Paolo Zancan, che ha sintetizzato il possibile futuro, con indagini ambientali e intercettazioni a tempo, ricorrendo al paradosso di chi andava in guerra con lo “sciopeto” – come si dice in Veneto - cioè con un’arma antiquata e totalmente inefficace per contrastare la corruzione e il malaffare.
Ha chiuso l’incontro Paolo Colonnello, giornalista de La Stampa, che ha parlato di note indagini milanesi e non solo, sottolineando come la vera forza stia nell’opinione pubblica, nei cittadini e nella scelta di non derogare mai ai principi morali condivisi.
C’erano anche rappresentanti del mondo della scuola per dire che, se si tagliasse sulla corruzione, forse l’istruzione potrebbe disporre di maggiori i fondi.
Convegno |
ALBA 19 GIUGNO 2010
Ore 17.00 – 20.00
Cortile della Maddalena
Sala “Beppe Fenoglio”
“QUANTO COSTA AI CITTADINI LA CORRUZIONE "
Saluto di Maurizio Marello – Sindaco di Alba
Introduzione di Marta Giovannini - portavoce del circolo del PD Albese
INTERVENGONO:
- Furio Pasqualucci - Procuratore Generale emerito della Corte dei Conti - "Il ruolo della Corte dei Conti: la lotta alla corruzione ed agli sperperi, ed in particolare l'attività di "recupero" dei soldi pubblici "
- Gian Paolo Zancan, già Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino - "I reati contro la pubblica amministrazione e strumenti di indagine: in particolare le intercettazioni telefoniche ed ambientali”
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Paolo Colonnello, inviato di La Stampa - "Il ruolo dell’informazione contro i fenomeni di corruzione: dal Pio Albergo Trivulzio alla legge sulle intercettazioni”
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Ugo Petronio - Ordinario di Storia del Diritto Italiano a La Sapienza Roma - "Storia della corruzione in Italia prima e dopo lo Stato di diritto"
Cerchi casa? Rivolgiti a Scajola |
Lo striscione che campeggia nella Capitale - scritto probabilmente da uno che non riesce a comprar casa - era il minimo che ci si potesse aspettare e almeno dimostra che, nonostante tutto, gli italiani non hanno perso il senso dell’umorismo.
Non sono un agente immobiliare e neppure un’esperta del mercato, ma 250 metri quadri a € 650.000 a Roma, fronte Colosseo, sembrano anche a me, avvocato di provincia, decisamente regalati. Ad Alba un alloggio in centro, di quella metratura, avrebbe un prezzo decisamente maggiore anche oggi, nonostante la crisi; ed allora, a quel prezzo, una casa che si affaccia sul monumento più visitato d’Italia, simbolo della romanità, patrimonio dell’Umanità, settima meraviglia del Mondo nei pressi dell’Aventino (il più bello dei sette colli) avrebbe dovuto – presunta la buona fede – insospettire chiunque, tanto più un Ministro.
La notizia è difficile da archiviare sia perché è certamente uno schiaffo ai tantissimi italiani che non possono permettersi una casa, sia perché non è un episodio isolato.
Ed infatti l’elenco degli affari immobiliari della “cricca”, recentemente pubblicato da diversi quotidiani, ed al centro di accesi dibattiti in TV, è lungo e destinato a far parlare ancora molto di sé, nel bel mondo de “noantri” (come direbbe Aldo Cazzullo), o meglio di “lor signori”, la politica – quella che perseguiva l’interesse dei cittadini - muore tutti i giorni .
La prima repubblica è naufragata perché riceveva tangenti che andavano a beneficio dei Partiti: non era bello, sia perché era un reato, sia perché quel sistema portava ad affidare gli appalti pubblici a quelli che garantivano un “ritorno” alla politica. La conseguenza era che quelle “donazioni” incidevano sul costo delle opere pubbliche che venivano pagate dai cittadini due, dieci, anche cinquanta volte più di quello che valevano.
La seconda repubblica invece ha perso interesse per i partiti, ma non per le donazioni o “dazioni” né tantomeno per gli affari: molti politici, a tutti i livelli, sono lì per questo, solo che i favori non vanno a vantaggio della forza politica ma della famiglia, del singolo, del privato.
Da anni ormai sentiamo parlare di “furbetti del quartierino”, di “casta”, di “ciarpame” e ora siamo alla “cricca” ma è sempre la stessa cosa: una politica agonizzante nelle mani di esponenti che approfittano di ruoli, di rapporti istituzionali, di cariche pubbliche per regolare i propri affari personali, non più attraverso insospettabili prestanome, ma direttamente o con società miste, fra parenti ed affini, utilizzando forme neppure troppo nascoste.
Non so se questa sia “una valle di lacrime” o la “luna”, ma certo non è “il migliore dei mondi possibili” se la politica è diventata soltanto un mezzo per mettersi in affari con chi dovrebbe essere dalla politica controllato a salvaguardia del pubblico interesse.
E non serve “pensare positivo” perché la politica deve “pensare il futuro”, guardando in faccia la realtà e cercando, con impegno, di migliorare la società, pur avendo chiare le priorità e le risorse disponibili; priorità e risorse che impongono di anteporre l’emergenze abitative o le strade (o autostrade) ai fiori, pur importanti. Personalmente mi preoccuperei anche di piantare degli alberi, foss’anche come augurio per una politica che vuol far crescere qualcosa che duri nel tempo e , magari, fruttifichi.
Marta Giovannini



