Conosciamo il Rosatellum bis

Come funziona la nuova legge elettorale?

La nuova legge, con cui andremo a votare a marzo alle elezioni per il rinnovo del parlamento e che prende il nome dal suo ideatore, Ettore Rosato, capogruppo del PD alla Camera, è stata approvata in via definitiva al Senato il 26 ottobre 2017 e ha sostituito le precedenti leggi elettorali, quella del 2015, nota come Italicum (che era valida solo per la Camera dei deputati) e la legge Calderoli, meglio nota come Porcellum (che era ancora valida solamente per il Senato della Repubblica), ambedue soggette a pronunce di parziale incostituzionalità da parte della Corte costituzionale.                                                                   Si tratta di un sistema elettorale misto, cioè che prevede caratteristiche sia dei sistemi elettorali maggioritari (a turno unico come in Gran Bretagna o doppio turno come in Francia) sia di quelli proporzionali (come in Germania).   

Per entrambe le camere l’assegnazione dei seggi sarà spartita in questo modo:

  • 1/3 dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) saranno assegnati con un sistema maggioritario a turno unico in collegi uninominali, ovvero in ciascun collegio viene eletto solamente il candidato che ottiene il maggior numero di voti popolari, passa solo il primo;
  • 2/3 dei seggi (386 alla Camera e 193 al Senato) saranno assegnati proporzionalmente in base alle coalizioni e ai singoli partiti che avranno superato le soglie di sbarramento stabilite per l’ingresso alle camere (3% dei voti ottenuti per i partiti che correranno da soli, senza coalizioni; 10% dei voti ottenuti per le coalizioni, e i partiti in coalizione per conquistare seggi dovranno superare la soglia dell’1%, quelli in coalizione che invece non raggiungeranno l’1%dei voti popolari non otterranno nessun seggio e le percentuali dei loro voti saranno divise equamente tra le altre liste della coalizione. ESEMPIO: se in una coalizione composta da 3 partiti A ottiene 17% di voti, B 2% e C 0,50% allora la percentuale di C sarà dimezzata tra A e B, uno 0,25% andrà ad A e l’altro 0,25% andrà a B);
  • l’elezione di un 2% dei seggi (12 deputati e 6 senatori) sarà destinato al voto degli italiani residenti all’estero.

Non sarà possibile esprimere una preferenza per un determinato candidato, a parte quello del collegio uninominale, e ogni partito (coalizzato o no) potrà presentare per la parte proporzionale dai 2 a i 4 candidati, con rispetto per la quota di genere (50% candidati uomini e 50% candidati donne). Il nome del candidato del collegio uninominale sarà rappresentato in un rettangolo sopra al riquadro con il simbolo del partito o della coalizione con cui sarà schierato. Non sarà possibile esprimere un voto disgiunto. Che significa? Significa che se io crocetto per il collegio uninominale un candidato della Lega non potrò poi crocettare il simbolo del PD, in quel caso entrambi i voti verranno annullati e quindi non considerati validi per il conteggio.

In ogni caso, sulla scheda elettorale (una sola per eleggere sia deputati che senatori) saranno presentate delle brevi istruzioni delle modalità di voto.

Andrea Fenocchio

GDAlba

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