Privacy e libertà di stampa. Un equilibrio da salvaguardare

Proteggere il diritto alla riservatezza e tutelare la corretta  informazione.

Uno dei dibattiti più ricorrenti nel nostro paese, negli ultimi anni, è stato quello sulla libertà d’informare in contrapposizione al diritto alla privacy.
Molti giornali, infatti, hanno pubblicato intercettazioni compiute durante indagini giudiziarie. Ora, la Costituzione tutela la libertà di stampa (art.21), che in nessun modo può essere censurata né tanto meno può essere sottoposta a dei vincoli. Tuttavia, il discorso va ampliato. La stessa, però, riconosce e protegge il diritto alla privacy di una persona (art.12). Nel contesto preso in esame, la pubblicazione di un’intercettazione, il confine tra la libera informazione e la salvaguardia della vita privata è davvero molto ambiguo. L’unico modo per capire se l’uscita di una notizia è lesiva, è capire l’attinenza all’inchiesta giudiziaria. Se non riguarda niente di rilevante la “news” non va pubblicata assolutamente, altrimenti il pubblico ha tutto il dovere e il diritto di sapere. Spesso, molte testate giornalistiche, hanno “tralasciato” questa distinzione e lo hanno fatto anche in barba a quella che è la propria etica professionale. Ma aggiungiamo ancora qualcosa. In Italia, la stampa, è fortemente legata agli ambienti politici e quindi non è del tutto “indipendente”. Dunque, alcune notizie, possono essere ampiamente “rimaneggiate” per catturare l’attenzione di una buona fetta di opinione pubblica, che su certi temi, è particolarmente suscettibile. In questo campo rientrano anche molte delle famose “fake news”. L’informazione deve essere libera ma anche rispettosa dei diritti dei cittadini. Questo non vuole solo dire rispettare la privacy ma anche fornire notizie corrette e puntuali senza strumentalizzazioni.

Gabriele Manno
GD Alba

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